( Catanzaro di notte)
Ti ho rivista con gli occhi di bambina
salivo salivo
per raggiungere la scuola
lontana da casa e
il primo approdo, la Chiesa di San Rocco!
Di notte emani un fascino particolare:
il Castello Normanno col suo
“Cavatore”
il Corso Mazzini
un tempo affollato
tanta gente elegante
strusciava davanti al
Palazzo Fazzari e sostava al
bar Imperiale con i tavolini affollati e
la musica del Maestro Munizza
lanciava le note verso il cielo terso!
Poi si correva verso la salita del ” Rosario”
per l’ultima Messa!
Prima di tornare a casa
tutti alla pasticceria Colosimo.
Il Duomo
racchiuso tra i vicoli
svetta sulla collina
La Basilica dell’Immacolata
il fulcro, il cuore pulsante
della città.
Ma, nei vicoli stretti e tortuosi
c’è la storia!
Popoli invasori, venuti dal mare,
ci hanno donato i loro tesori e
cinquemila telai
tessevano la seta del baco strisciante
sull’albero del gelso!
Le famiglie…un crogiuolo
ognuna viveva la vita delle altre e
ci si aiutava con amore!
Pian piano la città
ha assunto una forma tentacolare
si è dissipato il nucleo
in mille rivoli!
Ma, di notte, col cuore gonfio di nostalgia
l’ho ritrovata
l’ho rivissuta con la sua storia
i suoi accenti
la sua austerità.
Grandi porte proteggevano la città
dagli assalti dei predatori
che venivano dal mare.
Catanzaro
città fortificata
troneggia dall’alto come
rocca inespugnabile
il suo dedalo di strade sorge su un plateau
tra due gole di montagne.
Ci si arrampica per raggiungerla e
la lunga ringhiera di Bellavista
sul precipizio
ti offre una lunga distesa fino al mare
azzurro profondo inquieto!

