Comunicato Stampa
Giorno 30 giugno, alle ore 18 , presso la Galleria “La Pigna “, Pal. Maffei Marescotti in Roma , ultimo appuntamento della prima edizione “ Le Muse Arte a Roma “. Presentazione della Trilogia “ La città”: Cosenza città continovata , Sognando l’Europeo e Dal Volga al Busento cronache cosentine di fine millennio. Emilio Tarditi è saggista e scrittore di lungo corso ; studioso di problemi del Mezzogiorno d’Italia, esperto in materia di Pianificazione Territoriale , ha collaborato con “ Il Tempo “ di Roma- redazioni cosentine e con il “Mattino” di Napoli . Dirige la collana “ Sapere Urbano “ ed. Pellegrini . I suoi innumerevoli scritti si sono ispirati alla città di Cosenza, la sua città; alle sue origini, alla sua cultura, alle tradizioni , alle istituzioni, alle sue trasformazioni attraverso i secoli. Della sua città si è occupato tantissime volte e , nel volume “ Cosenza città continovata “ ( termine mutuato da una definizione di Leandro Alberti- storico, filosofo e teologo- conferito alla città dei Bruzi ). Molti i riferimenti a figure illustri della città : Giacomo Mancini, Florindo Antoniozzi, Luigi Gullo etc. Tarditi, sempre attento all’evoluzione urbanistica della città, si sofferma a descrivere piazze, vicoli e persino i suoi fiumi : Busento ( fiume misterioso) e Crati. La tradizione urbana calabrese non è simile a quella delle altre regioni. Si sosteneva che, in Calabria non esistessero delle città perché quelle esistenti non avevano caratteristiche urbane che le rendesse simili alle altre città della penisola ( geografo Lucio Gambi). Questa tesi , inizialmente fu contrastata, ma poi venne condivisa. Nella rivista “Città e Storia “si chiarisce che, per città si intende l’aspetto architettonico e urbano, ma bisogna inserire altri concetti, avere una visione interdisciplinare : antropologica, sociologica, storica etc. La città di Rende ad es. è una città avveniristica : già nel 1963-64 aveva 40 mila abitanti ed un Piano Regolatore ( Cosenza non lo aveva)! Rende sembrava proiettata verso alte mete…ma i vuoti sono tanti. La città di Cosenza è sorta spontaneamente intorno al ‘300- 400 ed ha mantenuto un stile che è stato rispettato dalle famiglie benestanti. Prese a modello l’architettura napoletana e, negli anni ’80, cominciò ad assumere le sembianze di una città moderna , grazie ad un grande uomo politico : Giacomo Mancini che diede grande impulso al centro storico. “Dal Volga al Busento “ sottolinea un particolare momento storico in cui molti cittadini dell’Est Europa, dopo la caduta del Muro di Berlino, vennero in Italia. Tanti cittadini russi e polacchi, arrivarono su vecchi autobus e si fermavano nella piazze e vendevano le loro mercanzie. Tarditi dice: Cosenza è una città piccola ma aggraziata, è aperta alle innovazioni e alla modernità, quindi è una città urbanisticamente possibile. La vera novità è il Mab, museo all’aperto, voluto da Carlo ed Enzo Bilotti. Le opere esposte nel salotto buono della città richiamano la città fi Ferrara. Nel testo c’è un richiamo ai grandi viaggiatori del passato che si stabilirono temporaneamente a Cosenza: George Gissing, Duret de Tavel , Giacomo Casanova e Alessandro Dumas padre. L’autore approfondisce gli aspetti trattati da alcuni studiosi che si soffermarono a descrivere gli aspetti sociali, culturali e comportamentali delle nostre popolazioni dell’epoca. Il militare francese Duret de Tavel , prima di venire in Italia pensava che , al di là di Napoli, vi fosse l’impero dei Turchi. Certamente gli storici hanno posto sempre poca attenzione al Sud , quindi la memoria storica è molto carente. Al contrario abbiamo ricevuto molte informazioni da personaggi celebri che si sono avventurati nel nostro territorio. Giacomo Casanova , ad esempio, fu a Martirano nel 1744 e, nella sua “Histoire de ma vie “ scrisse : guardavo
con meraviglia quel paese, famoso per la sua fertilità e per la bellezza delle sue donne ma, nonostante la prodigalità della natura , vedevo soltanto miseria e, gli stessi abitanti in cui mi imbattevo, mi facevano vergognare di appartenere al genere umano! Di Cosenza scriveva: qui si respira un’altra aria, ci sono nobili ricchi, belle donne e persone molto istruite che sono state educate a Napoli e a Roma. E ancora affermava di aver mangiato “ sublimi salumi “, di aver bevuto il nettare dei cedri di Cirella e di aver ricevuto dall’arcivescovo di Cosenza Mons. Cavalcanti, il vino di Gerace. Alexandre Dumas, celebre scrittore, nell’autunno del 1835 , si trovava a Cosenza in coincidenza del disastroso terremoto. Dopo un viaggio avventuroso attraverso la Sila catanzarese, in compagnia di un suo accompagnatore Jadin, partì a piedi da Rogliano verso Cosenza. Caricarono i bagagli su un mulo e andarono a piedi , erano solo 4 leghe (6 km). Ovunque i segni del terremoto : case prive di tetti, altre completamente distrutte. Durante il cammino incontravamo cosentini a cavallo, con fucile e giberna e contadini che trasportavano, sulle carrozze, tini per il vino; intere famiglie emigravano con gli arnesi per l’aratura ed il solito maiale. Dalla cima di una montagna vedemmo Cosenza che si spandeva in fondo alla valle e, in un prato vicino alla città, una specie di campo più abitato della città stessa. Cosenza era deserta, tutto in rovina e poi, giungemmo al fiume Busento, dove fu seppellito il re Alarico . Il fiume era secco e la gente faceva gli scavi e, ogni volta che lo strano fenomeno si ripete, la gente ritorna a scavare. L’unico reperto è stato un piccolo cervo d’oro ( fine sec. scorso ). La Calabria era servita da pessime vie di comunicazione e chi non era animato da spirito d’avventura si teneva ben lontano dalle zone impervie dell’interno. I disagi erano tanti, gli alloggi pochi ed i pericoli del brigantaggio incombenti . Il pittore britannico Arthur John Strutt , nel 1841, attraversò a piedi la Calabria e si imbattè in bande di ladri e di briganti. Anche il narratore e saggista Norman Douglas viaggiò in Calabria tra il 1907 ed il 1911 e pubblicò “ Old Calabria Ringraziamo il prof. Emilio Tardini per averci arricchito con il suoi studi, il suo impegno ed il suo amore per la sua terra; lui, uomo libero, scevro da appartenenze , da schieramenti od altro ; un esempio per le giovani generazioni !! L’ evento è stato arricchito dalla presenza di una splendida cantante , crogiuolo di caratteristiche napoletane e brasiliane : Italia Vogna . Ella ha saputo conciliare la passionalità della canzone napoletana alla morbidezza, alla sensualità al ritmo e alla flessuosità di una voce calda e suadente interpretando canzoni napoletane in lingua portoghese. Un doveroso grazie anche a lei che, al termine della serata, ci ha ospitato nella sua splendida casa. Un grazie di cuore alle organizzatrici , le muse : Myriam Peluso e Gemma Gesualdi ed a tutti coloro che hanno partecipato.
Roma 2 luglio 2016
Carmela Costanzo