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“L’oro verde di Calabria” una storia profumata di bergamotto

 

Sul n.4 di Panorama ( 27.01.’16 ) un articolo molto ampio e significativo dal titolo “L’oro verde di Calabria“ di Pino Aprile, è dedicato al” Bergamotto“. E’ un agrume miracoloso che fruttifica solo in una stretta fascia costiera (120 km),  tra il mare Jonio ed il mar Tirreno. Non è presente in nessun’altra parte del pianeta.

E’ scritto: l’aroma del bergamotto stimola il cervello a produrre dopamina e serotonina e dà ottimismo e gioia di vivere!

Ugo  Sergi  è il profeta di questo frutto miracoloso, quando il padre morì, lasciò la sua professione di avvocato e si dedicò alla coltivazione di  questo agrume straordinario; il padre gli aveva passato il testimone!

Giuseppina Longo, farmacista specializzata in fitoterapia ed omeopatia, ne ha fatto la sua ragione di vita; ella prepara prodotti e protocolli di cura con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, abbina i poteri del bergamotto con altre essenze mediterranee, con i fanghi delle Acque Sante locresi. Un connubio perfetto: il succo di bergamotto con la mela del Trentino; Nord e Sud creano armonia col “Bermè” : 20 per cento bergamotto, 80 per cento mela. Il Bermè abbassa il colesterolo cattivo e accresce quello buono, fa dimagrire un po’, inoltre,  aiuta contro  depressione, glicemia, herpes, psoriasi; contrasta alcune forme di cancro.

Molte Università  conducono indagini e se ne parla in convegni medici, incontri internazionali da Hong Kong agli USA, da Bruxelles al Brasile. Addirittura sembra che ci sia un agente che esalta fino a dieci volte, i principi attivi dei farmaci.Giuseppina Longo ha progettato un distillatore speciale per estrarre olio essenziale bianco senza solventi. I protocolli di  cura sono in suo possesso e in parte del  CNR.

Nel 2008 è iniziata la sperimentazione con le Università di Messina (Farmacia) e di Cosenza (Ingegneria Chimica), sul potere dell’essenza di bergamotto contro i batteri delle piaghe e dell’ulcera. Dal 2010 lavora con l’Università di Pisa e, presto, saranno pubblicati studi sul frutto liofilizzato: blocca i radicali liberi che favoriscono l’insorgenza di alcuni tumori, riduce il colesterolo e regolarizza la glicemia. In tal modo si attiva il metabolismo, si sciolgono i grassi, la circolazione migliora e si assorbono gli edemi; l’effetto antistress è tale che si può fare a meno degli ansiolitici. Del bergamotto non si butta niente: negli alveoli della buccia si trovano 380 rarissimi oli essenziali; dalla spremitura resta il “pastazzo“, per fare saponi e cosmetici. Un tempo si mischiava alla calce, al posto della sabbia, per fare gli intonaci. E’ antisettico, coibentante, ha grande traspirabilità, il suo aroma rimane a lungo e allontana gli insetti.

Nella Parigi seicentesca, Procopio Dei Coltelli, siciliano, andò con una damigiana di essenza dal Re Sole (diceva che l’acqua faceva ammalare) e quindi gli effluvi del suo corpo erano ripugnanti. I re erano maleodoranti ma si profumavano. Luigi XIV ne fu entusiasta e tutta Versailles copiò. L’industria dei profumi di Francia nacque così. Edward Lear, viaggiatore e pittore inglese descrisse, 170 anni fa, la terra del bergamotto che occupa la fascia costiera e poi, il gelsomino dai cui petali  si ottiene la “concreta” pasta aggregante per tutti i profumi. E ancora: due gocce di bergamotto fanno un litro di profumo: miliardi, per l’industria francese che ha gli esperti più famosi  formati nell’unica scuola al mondo, a Versailles.

Quanti tesori la mia Calabria!!

 

 

 

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