
IL FUTURO DELL’EUROPA
Le due sale della Accademia dei Lincei (di palazzo Corsini in via della Lungara,10-RM) erano gremite di partecipanti alla:“Conferenza Istituzionale del Ministro degli Esteri On.le Enzo Moavero Milanesi” Sono le 11 e 15 puntuali come da programma, il Ministro fa la sua introduzione e prende posto sul pulpito per dare vita alla Conferenza sul tema:
“IL FUTURO DELL’EUROPA” La brillante ed interessantissima conferenza del Ministro, che è durata circa un’ora e mezza, per semplicità di esposizione si può sintetizzare costituita in tre punti:
- La veloce storia della Costituzione della prima Europa dei 6 con il Trattato di Roma del 1957 (Italia, Germania ovest, Francia, Belgio, Luxembourg, Paesi Bassi) con la successiva Europa dei 12 allargata con il Trattato di Maastricht che ha visto l’ingresso di altri 6 paesi (Danimarca, Grecia, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna) vista con le finalità Federative e di Alleanza;
Gli eventi che si sono susseguiti fino ai giorni nostri giorni con la creazione del mercato unico, della moneta europea (l’Euro), del libero spostamento delle merci e delle persone, dell’Europa dell’Agricoltura, della BCE, del Mercato Globale, della Difesa etc.
La proiezione dell’Europa dopo la “Brexit” della Gran Bretagna con la evidenziazione delle mancanze storiche, del disamoramento di alcuni popoli verso l’Europa attuale con gli effetti negativi delle politiche della restrizione dei parametri economici in corso, della difficoltà di dialogo con le Istituzioni Europee dei Governi delle Nazioni (BCE, Commissioni, etc).
A parte la dotta descrizione degli organi collegiali dell’attuale Europa e delle Direttive emanate che tanti problemi creano ad alcune nazioni come la Grecia, L’Italia, Olanda, etc; il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Moavero si è soffermato sul tema di attualità cogente che deriva dalla Brexit in poi e che sta creando un malcontento diffuso esistente nei rapporti tra i Paesi Europei con il Parlamento Europeo e con gli Organi Ufficiali Europei.
Ha sapientemente messo in luce il nocciolo del problema esistente che crea grande sconcerto e difficoltà di dialogo tra i popoli dell’Europa Unita che di fatto blocca la crescita di quasi tutte le Nazioni ed inasprisce i rapporti tra i popoli stessi. Esiste una fronda di malcontento generalizzato che si farà sentire nelle votazioni prossime di primavera.
Ha messo in evidenza alcuni aspetti peculiari che complicano la macchina esecutiva europea e che impediscono la fluidità e velocità nelle emissioni di direttive e norme esecutive.
Ha evidenziato che esiste il Parlamento con sede a Strasburgo (Organo Decisionale) eletto dai cittadini europei che resta in carica 5 anni (le cui elezioni saranno eseguite a primavera prossima) che nomina i Ministri con incarico a rotazione semestrale, formato dai Ministri degli Stati Membri con il compito di adottare norme legislative.
Che esiste la “Commissione Europea” con sede a Bruxelles (Organo Esecutivo della UE oggi formato da 27 membri) che prepara le proposte per il Consiglio Europeo ed il Parlamento che decide a maggioranza ma per argomenti di interesse generale (come Tasse, Immigrazione, Politica Estera) deve decidere alla unanimità.
Il Ministro ha messo in evidenza che dal ginepraio di organi e norme esistenti in Europa si viene a creare una isteresi nelle decisioni che spesso paralizza le istituzioni stesse che invece necessitano di rapidità e applicabilità in tutti i paesi della UE con immediatezza. Manca “Una Federazione vera e propria” con capacità di emettere legislazioni valide ed applicabili in tutti i paesi attraverso degli organi riconosciuti e votati dai popoli con poteri esecutivi politici.
In una parola si è fatta l’Europa dell’Energia, della Agricoltura, della Finanza, del movimento di mezzi e persone, ma manca l’Europa Politica. Occorrono gli stati Uniti Europei Federali.
Al termine della bella conferenza gli applausi scroscianti dell’uditorio (alcune centinaia di eminenti personaggi della Accademia dei Lincei, di professionisti, manager, industriali, politici e persone del popolo) hanno catalogato l’intervento come validissimo, coerente con la realtà odierna e pieno di auspici per il futuro dell’Europa.
Alcune personalità dell’auditorio hanno posto domande circa la prospezione della azione politica del Governo Italiano nel merito ricevendo risposte puntuali e mirate all’argomento della fattibilità delle proposte in atto ed indicando come sia necessaria una diffusione capillare delle nozioni sulla organizzazione europea e sulla necessità di far crescere nel popolo la esigenza di una revisione in chiave federativa delle attuali norme che regolano la vita di noi europei.
Il Ministro ha rimarcato in chiusura che c’è l’esigenza impellente di una campagna di diffusione rivolta agli studenti, ai giovani, ai cittadini con i mezzi oggi disponibili della tecnologia WEB per far rinascere la coscienza europea che consenta la crescita della economia, del lavoro e del benessere che ci ha regalato oltre 70 anni di pace sociale in tutta Europa senza la austerità che ci ha (purtroppo) accompagnato negli ultimi tempi.
Le belle sale della Accademia dei Lincei si sono svuotate molto lentamente tra capannelli di persone che commentavano animatamente le argomentazioni esposte dal Ministro Moavero, segno questo di aver centrato il problema della necessità (urgente) di mettere mano al futuro della Europa.
Antonio Moretta
(12.01.2019)